LUCIANO MARRUCCI
Novelle, Racconti, Piccole Storie
 





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La nostra
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NARRATIVA

Novelle per addormentare il bambino ...o anche per svegliarlo




La novella di Nocciolino

In una casettina bellina bellina, tutta attorniata da giùggioli e nocciòli viveva un bambino che avrà avuto, sì e no, quattr'o cinqu'anni. Di nome si chiamava Nocciolino.
O non gli nacque dalla sua gatta bigia un gattino tutto bianco con una toppa nera proprio sull'occhio?

Càpita una signora che aveva una villa in cima alla collina e gli fa: "Bellino codesto gattino con la toppa sull'occhio! Me lo dai a me? Gli metto un fiocchettino rosso intorno al collo ". Nocciolino rispose: " E a me che me n'importa? ". Ma la sua nonna, che aveva sentito tutto, chiamò a parte Nocciolino e gli disse: " Bisogna che tu glielo dia. La signora ha tre poderi in campagna e tre palazzi in città ". E così il gattino andò a finire in villa.

Passa del tempo; o non gli nacque dalla canina zoppa un canino vispo con la coda arricciolata? Càpita la signora e gli fa: " Bellino questo canino con la coda arricciolata! Me lo dai a me? Gli metto un collarino di pelle con le borchie ". "E a me che me n'importa?" Ma la nonna lo chiamò a parte e gli disse: "Bisogna che tu glielo dia. La signora ha tre poderi in campagna e tre palazzi in città ". E anche il canino andò a finire in villa.

Passa del tempo ed ecco che la sua capra gli fa un caprettino che aveva il colore di un chicco di grano maturo. Lo viene a sapere la signora, si presenta e dice: " Bellino questo caprettino che ha il colore di un chicco di grano maturo! Me lo dai a me? Gli metto due anellini d'argento lavorato alle corna ". " E a me che me n'importa? ". Ma la sua nonna chiamò Nocciolino e gli disse: " O Nocciolino,. te l'ho già detto che la signora ha tre poderi in campagna e tre palazzi in città. Il caprettino, bisogna darglielo ". E così Nocciolino rimase senza.

Rimase senza e allora non poteva fare a meno di andare in cima alla collina per veder come si trovavano questi animalini. Il gatto era in una stanza dietro una tenda ricamata; il canino si trovava in un recinto con la rete di ferro e la capra in un recinto fatto con stecche di legno. Il gatto aveva un fiocchettino attorno al collo; il canino aveva un collarino con le borchie e il caprettino aveva due anellini d'argento infilati nei corni; ma tutt'e tre pareva che gli dicessero: " Portaci via! Portaci via! ".

All'improvviso eccoti arrivare la signora che andava a galoppo sulla sua cavalla; dietro veniva un puledrino brizzolato. Allora Nocciolino fece: " Bellino questo cavallino brizzolato! Me lo dai a me? ". " Non te lo posso dare. ", gli disse la signora, "Lo sai o non lo sai che ho tre poderi in campagna e tre palazzi in città? ". " E allora rivoglio il gatto, il cane, e il capretto! ", fece Nocciolino. Ma la signora gli disse: " Ormai sono qui; ho messo un nome a ognuno di loro e loro conoscono me ". Gli animali guardarono Nocciolino e pareva gli dicessero: " Rispondigli! Rispondigli!". E Nocciolino rispose: " Ah si, eh? Ora te lo fo vedere io!".

Fece un fischio e s'avviò verso casa. A sentire questo fischio, il capretto dette una gran capocciata al chiavaccino, spalancò l'uscettino e gli andò dietro. Il cane saltò la rete e andò dietro alla capra; il gatto sbranò la tenda ricamata e andò dietro al cane.
E così il gattino col suo fiocchettino rosso, il canino con il collarino di pelle, e il capretto con gli anellini d'argento sulle corna ritornarono con Nocciolino nella casettina circondata da giùggioli e nocciòli. E da allora in avanti nessuno si azzardò più a richiederli a Nocciolino perché stavano bene con lui. Tanto lui non glieli avrebbe dati mai e poi mai!

L.M.