LUCIANO MARRUCCI
Novelle, Racconti, Piccole Storie
 





Avemmaia
Preghiere per i piccirulli


Fate festa con me!


C'è posta per te!



La penna
maestra


Vanni della
Melagrana


Teatro

Nova Abbazia


La nostra
"Galleria"




UN GRAPPOLO AL CONVENTO

UN GRAPPOLO AL CONVENTO

Personaggi:

Suora Madre – La Guardiana
Suora – La Giovane
Suora – La Vecchia
Suora – La Bibliotecaria
Suora – La Malata
Suora – La Cuoca
Suora – La Sacrestana

Uno sconosciuto


Scena Iª

SI PRESENTA UNO SCONOSCIUTO CHE BUSSA ALLA PORTA DEL CONVENTO;
COMPARE ALLA PORTA LA MADRE GUARDIANA. LO SCONOSCIUTO PRESENTA ALLA SUORA UN GROSSO GRAPPOLO D’UVA.

SCONOSCIUTO - Questa ciocca d’uva è proprio per Lei, Madre Guardiana!
Tutti lo sanno che Lei guida un convento, che è come una
lucerna accesa in mezzo al buio di questo deserto.

LA GUARDIANA - Grazie per questo regalo, che accetto proprio volentieri!
Dio te ne renda merito figliolo!

LO SCONOSCIUTO SE NE VA.

LA GUARDIANA - (osserva con interesse il grappolo d’uva). Che bellezza!
Che bontà! Questo frutto mi appare bello alla vista e
buono al gusto. Come la mela ad Eva, ma questa volta
chi me lo presentò era piuttosto un angelo che un
demonio. Allora che ne farò di questo dono che mi sembra
venuto da Dio? Io non lo mangio e voglio destinarlo alla
suora più giovane del convento. E’ venuta da poco e ha
lasciato da poco il mondo e allora è meglio che quest’uva
se la mangi proprio lei. Bisogna tenersela cara questa
giovane suora. Con questa crisi di vocazioni…..

LA GUARDIANA VA VERSO LA CELLA DELLA GIOVANE E BUSSA.
COMPARE ALLA PORTA LA GIOVANE.


1
LA GUARDIANA - Ecco un regalo per te, cara figliola! Guardala! E’ una
bella ciocca d’uva! Sono sicura che ti piacerà! Accettala
come un dono che tutto il convento ti fa.

LA GIOVANE RIMANE SOLA E CONTEMPLA IL DONO RICEVUTO.

LA GIOVANE - Che dono delizioso! Che pensiero delicato! Questa
Madre Guardiana mi vuole proprio bene! (pausa)
Certo la mangerei volentieri, ma io sono la nuova
arrivata, l’ultima arrivata. Se lo merita di più la suora
più vecchia. Ora vado proprio a trovarla!

LA GIOVANE SI RECA ALLA PORTA DELL’ANZIANA. BUSSA.

LA GIOVANE - Ho un regalo proprio per te. Chissà da quanti anni ti
trovi in questo convento in mezzo ad un gran deserto
senza aver più visto un grappolo d’uva come questo.
Prendilo, te lo do proprio volentieri!

LA VECCHIA - Ma guarda che pensiero ha avuto questa giovane! Ma
guarda questi giovani! A volte si giudicano proprio male
e poi invece… Senti cara, questa cosa mi fa proprio
piacere! Dio te ne renda merito!

LA VECCHIA SI METTE A GUARDARE IL GRAPPOLO D’UVA CON UNA CERTA CUPIDIGIA.

LA VECCHIA - Quest’uva m’attira! Non mi ricordo neanche da quando
ho mangiato un chicco d’uva… Ma sono sicura che la
bibliotecaria che sta sempre sui libri apprezzerebbe
davvero questa cosa! Se lo merita più di me che sono
una povera vecchia!

LA VECCHIA BUSSA ALLA PORTA DELLA BIBLIOTECARIA.

LA VECCHIA - Ascolta sorella, io non ho mai avuto modo di farti un
regalo. A te che scrivi gli annali del nostro convento.
Distraiti un pò dai libri e mettiti a schiccolare
questo bel frutto.

LA BIBLIOTEC. - Proprio a me? Ti ringrazio molto cara sorella. Tu serbi
memoria di tante cose successe in questo convento.
Ora ti sono grata anche per questo! (rimane sola. C’è
una pausa di riflessione poi cambiando tono e timbro di
voce – è una voce teatralmente impostata "")
.
2
Mangiare o non mangiare? Questo è il problema!
Inghiottire… digerire… forse (pausa di reticenza.
Ritorna al tono normale)
. Sarà meglio farne dono a
qualcun altro. Vuol dire che questo grappolo d’uva
andrà alla suora malata.

BUSSA E COMPARE ALLA PORTA LA MALATA.

LA BIBLIOTEC. - Mi hanno portato quest’uva. Io non la mangio…
Sono un po’ allergica! A te invece ti farebbe bene.
Prendila, è per te!

LA MALATA - Ma guarda che bel pensiero ha avuto per me! Mi
piacerebbe, eccome mi piacerebbe mangiare quest’uva,
ma non ne voglio staccare per me neanche un chicco. La
voglio dare alla cuoca che ha tanta premura per me e mi
prepara certi mangiarini…

COMPARE ALLA PORTA LA CUOCA CON UN GRAPPOLO D’UVA IN MANO.

LA CUOCA - Me l’ha fatta arrivare proprio la suora malata. Mi fa
proprio gola questo grappolo d’uva. Nella mia dispensa
non era mai arrivato un frutto come questo! Ma in tutto
il convento c’è qualcuno che se lo merita più di me. Lo
darò… alla suora sacrestana! Io sto in cucina e lei in
cappella. E’ lei che tiene la lampada accesa in questo
convento!

BUSSA ALLA CELLA DELLA SACRESTANA CHE COMPARE ALLA PORTA.


LA CUOCA - Indovina cosa ti ho portato! Ecco guarda, noi suore ti
siamo tutte grate per come tieni la sacrestia e la cappella
che è il posto più importante di questo convento.

LA SACREST. - Sia lodato Gesù Cristo! Io quello che fò, lo fò
volentieri e non ho bisogno di una ricompensa; ma
come potrei rifiutare un dono che mi viene da una
consorella? Però ho deciso, lo voglio dare alla Madre
Guardiana. Lei ha cura di tutte noi e ci ama veramente
come se fossimo sue figlie.

3

V.FUORI CAMPO - E fu così che un solo dono si moltiplicò per il numero di
coloro che lo ricevettero. Ciascuna di loro provò la
doppia gioia che c’è nel dare e nel ricevere; ma non era
giusto che questo grappolo d’uva andasse perduto. In
definitiva questa piccola storia ebbe un lieto fine: quello
stesso che ognuno di voi potrebbe immaginare.

LA GUARDIANA - Che grande cammino ha fatto questa ciocca d’uva prima
di ritornare a me! Certo, a questo punto lo devo proprio
accettare (innalza un po' il grappolo d’uva e comincia a
schiccolare. C’è in lei un sorriso di soddisfazione e di
compiacimento, mentre gusta i chicchi d’uva)
. Ma come
sono buone queste suore…! Come sono buone…! Sono
buone davvero…!

- ALLA FINE DELLO SPETTACOLO LE “CARIATIDI” SI PORTANO NELLA PLATEA RECANDO IN UNA CESTA DEI PICCOLI GRAPPOLI D’UVA CHE OFFRONO AGLI SPETTATORI: “Anche quest’uva proviene da un altro emisfero!”
Questa volta non importa passarla… Ce n’è per tutti!” “Ma come sono buone queste suore…”.


NOTA DI REGIA:

Il tempo di questo piccolo quadro non dovrebbe durare più di un quarto d’ora.
Ovviamente potrebbe essere interpretato al maschile.

SUGGERIMENTI:

- I PERSONAGGI POSSONO ESSERE SIMPATICAMENTE INQUADRATI IN TELAI DI PORTE (REPERIBILI IN QUALSIASI RIVENDITA DI MATERIALE EDILE).
- A SORREGGERE LATERALMENTE I TELAI ENTRO I QUALI SI PRESENTA IL PERSONAGGIO, DUE RAGAZZINE COETANEE FANNO DA CARIATIDI IMPASSIBILI ALL’AZIONE SCENICA.
- NON C’E’ ALCUN BISOGNO DI UNA SCENOGRAFIA, TENENDO PRESENTE QUESTO PRINCIPIO: SPESSO E’ LA FANTASIA DELLO SPETTATORE CHE RIESCE AD IMMAGINARLA.
- E’ ASSAI IMPORTANTE CURARE L’OGGETTISTICA SU CUI INVECE LA FANTASIA SI APPAGA SPONTANEAMENTE.
IN DEFINITIVA DIVENTA PIU’ FUNZIONALE LA COSA DEL FONDALE STESSO IN CUI ESSA APPARE.

A QUESTO PUNTO E’ NECESSARIO ELENCARE I DIVERSI OGGETTI CHE CARATTERIZZANO IL RUOLO DEL PERSONAGGIO:

  • UN BEL MAZZO DI CHIAVI. SIMBOLEGGIA IL POTERE
    CON IL SUO TINTINNIO LA GUARDIANA SI FA PRESENTE ALLE SUE SUORE.
  • UNA SCOPA DI SAGGINA PER LA GIOVANE.
  • UNA MAZZA PER LA VECCHIA.
  • UN LIBRO IMPORTANTE PER LA BIBLIOTECARIA.
  • UN ROSARIO PER LA MALATA.
  • UN GROSSO MESTOLO E UN GREMBIALE PER LA CUOCA.
  • UNA CAMPANELLA PER LA SACRESTANA.

4

- PER I COSTUMI VANNO BENE ANCHE LE TUNICHE DELLA PRIMA COMUNIONE.

- LA SCENA PUO’ AVERE SVOLGIMENTO NELLA SALA PARROCCHIALE, NELLA PALESTRA SCOLASTICA MA RISULTA MOLTO BENE ANCHE ALL’APERTO.

- IL QUADRO PUO’ ESSERE INTERPRETATO ANCHE IN DIALETTO E COMUNQUE CON ESPRESSIONI “A BRACCIO”.

NORMA IMPORTANTE PER LA RECITAZIONE:

LO SGUARDO PRECEDE IL GESTO E IL GESTO PRECEDE LA PAROLA
(ANZI, LA CERCA).
ECCO L’ERRORE CHE COMMETTONO PIU’ COMUNEMENTE I PICCOLI ATTORI:
PENSANO CHE LA RECITAZIONE SI ESAURISCA NELLA SEQUELA DELLE PAROLE CHE SONO CHIAMATE A DIRE. INVECE LA RECITAZIONE INCOMINCIA DAL PRIMO MOMENTO IN CUI ENTRANO IN SCENA FINO A QUANDO NE SONO USCITI;
L’ATTORE RECITA ANCHE IN SILENZIO PARTECIPANDO ALLA SCENA CON LA POSTURA, CON LO SGUARDO E CON IL GESTO.


PS: SE E QUANDO QUESTO PICCOLO BOZZETTO DOVESSE ANDARE IN SCENA, RINGRAZIO FIN DA ORA SE MI VERRA’ INVIATA UNA E-MAIL DI GRADIMENTO:
lmarrucci@gmail.com